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| 12 ott 2023 | 06:01

Medici di base in Trentino l'emergenza non si ferma, sempre più vecchi e con troppi pazienti. Barberi: "Ho 70 anni ma resto nonostante le 10 ore di lavoro al giorno e 1650 pazienti" 

Nei giorni scorsi l'Azienda sanitaria ha dato il via libera al dottor Francesco Barberi per proseguire a lavorare dopo aver raggiunto i 70 anni di età. Quello della mancanza dei medici di base in Trentino è uno dei temi che numerosi territori sentono, fino ad oggi però non sono state trovate soluzioni 

Medici di base in Trentino l'emergenza non si ferma, sempre più vecchi e con troppi pazienti

TRENTO. “Spero di stare bene di salute e di poter continuare”. Francesco Barberi è un medico di base. Ha diversi ambulatori, a Vezzano, Padergnone, Calavino, Ranzo e Vigo Cavedine, per un totale di 1650 pazienti.

 

Nel luglio del prossimo anno avrebbe potuto andare in pensione avendo raggiunto i 70 anni di attività ma, nonostante questo, proseguirà a lavorare come fa oggi: almeno 10 ore fra visite e burocrazia. Una decisione presa sia per l'amore verso la professione che per la continuità dell'importante servizio alla cittadinanza.

 

Nei giorni scorsi il via libera è arrivato dall'Azienda sanitaria con una delibera in cui viene data l'autorizzazione al dottor Francesco Barberi di proseguire la convenzione come medico di assistenza primaria presso il Distretto Nord oltre il compimento del 70° anno di età per ulteriori due anni, fino al 14/07/2026.

 

Non è il primo caso e non sarà nemmeno l'ultimo purtroppo. La carenza di medici si sta sentendo in tutto il territorio e la situazione è difficile. Nelle scorse ore abbiamo pubblicato la testimonianza di un cittadino di Trento che ha scoperto che il suo medico, un giovane molto capace e di prospettiva, mollerà nei prossimi giorni la professione (QUI L'ARTICOLO).

 

 “Purtroppo la situazione non è facile ci sono molti cittadini che non hanno il medico in zona e che sono dirottati nei paesi vicini, anche in zone lontane con notevoli problemi” ci spiega il dottor Barberi mentre sta girando sul territorio da una casa all'altra per le visite domiciliari.

 

La situazione era stata fotografata nei mesi scorsi dalla Fondazione Gimbe: in Italia i medici sono sempre meno e il 42,1% supera il tetto massimo di pazienti. “Una desertificazione che lascerà scoperte milioni di persone” aveva spiegato il presidente Nino Cartabellotta La Fondazione Gimbe, elaborando i dati del ministero della Saluta, aveva anche calcolato che i camici bianchi mancanti siano quasi 2.900 ed entro il 2025 ne perderemo oltre 3.400.

 

In Trentino il rapporto Agenas del 2023 indica come in media ogni medico di famiglia abbia in carico 1436 pazienti, al secondo posto dopo Bolzano. Gli ultimi dati pubblici, è stato spiegato da Fimmg Trentino, definiscono la presenza in Trentino di 331 medici di medicina generale rispetto ad un fabbisogno standard di 375 medici.

 

“Io sono contento di continuare a lavorare – ci spiega Barbieri – perché si riesce a dare il servizio alla comunità. Spero solo di stare bene di salute”. I turni diventano interminabili e a 70 anni seguire 1650 pazienti su 4 ambulatori girando il territorio non è certo una passeggiata. Per tutti i medici, infatti, dopo gli orari di ambulatorio ci sono quelli per sistemare gli obblighi burocratici e amministrativi e poi le visite a domicilio. Arrivare a fare 10 - 12 ore di lavoro al giorno per molti è diventato quasi una normalità.

 

“Non è certamente un impegno leggero – spiega Barberi – io come tanti altri colleghi facciamo almeno 10 ore di lavoro al giorno. E c'è poi la parte burocratica da seguire che porta via sempre tantissimo tempo”. Ed è così in tutto il Trentino. Nonostante i molti allarmi lanciati dagli ordini e dai sindacati fino ad ora non si è riusciti a trovare alcuna situazione.

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